Lavoratori in nero? Il Datore di Lavoro è comunque responsabile per gli infortuni

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Lavoratori in nero? Il Datore di Lavoro è comunque responsabile per gli infortuni.

La Cassazione, con la sentenza n. 12678 del 29 marzo 2016 lo ha stabilito prendendo in esame il caso di un lavoratore in nero.

La sentenza trae la fonte normativa dall’art. 2 dlgs 81/08 che individua la figura del lavoratore tutelato dalla norma in “qualsiasi persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione”.

Già in altre occasioni, nei nostri articoli abbiamo spiegato, seguendo anche quelli che sono gli orientamenti giurisprudenziali in materia, che la normativa del dlgs 81/08 si applica altresì ai c.d. “equiparati“:  socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e…

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Divide et impera.

Cybook's Blog

Non tutto è sempre colpa della società. Esistono anche precise responsabilità individuali. Però, società e politica dovrebbero, da un lato, creare le condizioni minime perché ciascuno possa provare a dispiegare le proprie potenzialità e, dall’altro, evitare, nei limiti del possibile, ingiustificabili sperequazioni di punti di partenza e di trattamento.Senza neanche voler considerare il preciso dettato costituzionale in tal senso, uno stato che si rispetti deve rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono, ad ogni essere umano, di condurre un’esistenza libera e dignitosa. Deve avere, in questo, un preciso ruolo attivo. I tempi del laissez faire dovrebbero essere finiti per sempre. Altrimenti, davvero non si comprende quale sia il ruolo di una compagine statale moderna.

Le politiche neoliberiste (ma su questa definizione si potrebbero aprire lunghe discussioni) degli ultimi tempi, giustificate dalla pretesa necessità di contrastare una crisi planetaria causata, peraltro, esattamente da quelle medesime politiche, con le guerre tra poveri che…

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Resistenza passiva agli antibiotici. Report sugli allevamenti intesivi Amadori

rosamariafreda

In pochi lo sanno ma negli allevamenti intensivi finisce il 70% degli antibiotici prodotti nel mondo. E le istituzioni cosa fanno? Praticamente nulla.

A far luce su questa agghiacciante situazione è stata Report, la trasmissione di inchiesta di Rai3 condotta da Milena Gabanelli che, nella puntata in onda il 29 maggio scorso ha messo sotto la lente di ingrandimento lo “spettro dell’apocalisse antibiotica” che potrebbe finire per contaminare gran parte della popolazione mondiale. Secondo un rapporto commissionato dal governo Cameron all’economista Lord O’Neil, siamo ormai a un passo dalla pandemia, ovvero a un’epidemia estesa a livello globale, che nel 2050 rischia di fare dieci milioni di vittime all’anno, più del cancro.
Se negli ultimi novant’anni gli antibiotici hanno infatti consentito il progresso della medicina e hanno sconfitto i batteri patogeni, adesso sono sempre meno efficaci contro quelli che colonizzano l’uomo, l’ambiente e gli animali che mangiamo. L’Unione Europea ha…

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Il DL Sicurezza Urbana tra scioperi, timori ed una nuova vittima. — A me le Guardie!

Da qualche mese si fa tanto parlare di un ipotetico “decreto Sicurezza Urbana” che il governo starebbe preparando, in concerto e su richiesta dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) che, tramite la voce del suo presidente Piero Fassino (sindaco PD di Torino, si, “quel” Fassino), avrebbe richiesto più potere ai primi cittadini per reprimere i fenomeni […]

via Il DL Sicurezza Urbana tra scioperi, timori ed una nuova vittima. — A me le Guardie!

ANCHE SPINEA SARA’ “ACCOGLIENTE”….TUTTO IN SORDINA…..PREVISIONE CONFERMATA

bando immigrazioneEra nell’aria, le premesse c’erano tutte, anche in talune interrogazioni la domanda era stata fatta appositamente per conoscere quale sarebbe stato il futuro……e le risposte? Nessuna risposta, anzi possiamo dire che la nostra amministrazione aveva totalmente escluso ogni movimento, è anche vero che da una dichiarazione del tipo “nelle strutture comunali nessun arrivo, però se c’è qualche privato che è disponibile….non possiamo farci niente”. Francamente sapevo già che da una dichiarazione di questo tipo era implicito che qualcuno dietro l’angolo era disponibile, magari qualche associazione che potrebbe “fungere da” sarebbe altrettanto disponibile a trovare delle forme di finanziamento “interessanti”. Capiamoci, nulla da dire sul concetto di aiuto che è sacrosanto, ma da cittadino vorrei sapere se nel mio comune ci sono le condizioni per ospitare qualcuno e soprattutto dove, sono risposte che ritengo normali e siamo nella situazione classica e diffusa, in cui si deve “subire” un qualcosa che sempre altri hanno deciso. Non ci sto….questo modo di imporre le cose deve finire, la città partecipata francamente è un termine che non è più adeguato, uno spot elettorale che ormai “puzza”, e quando una cosa puzza bisogna probabilmente fare una bella lavatrice con adeguato candeggio. Ora staremo a vedere e approfondire come spesso mi accade di fare, nulla passa inosservato e molti come il sottoscritto hanno aperto gli occhi.